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Il Gallo Nero: simbolo del Consorzio di Tutela del vino Chianti Classico

Il Gallo Nero: simbolo del Consorzio di Tutela del vino Chianti Classico

Il Gallo Nero: da 300 anni simbolo del Chianti Classico

Dalla Lega del Chianti al Consorzio di Tutela, il Gallo Nero nel 2016  compie 300 anni. Da sempre è simbolo di un territorio fiero, che ha lottato per le sue eccellenze vitivinicole. Il gallo ha sempre acceso l’immaginazione degli esseri umani: l’aggressività, il vigore, le piume sontuose e il proverbiale canto mattutino hanno suscitato numerosi commenti in ambito letterario, popolare, simbolista, alchemico e addirittura teologico.

Anticamente si pensava infatti che, essendo gli spiriti maligni più attivi nella notte, il vociare del gallo prima dell’alba scacciasse i demoni e segnalasse il graditissimo arrivo del Sole.

Moltissime religioni, sia antiche che moderne, presentano aspetti o episodi legati al gallo: nel paganesimo greco era consacrato al Dio Apollo e Mercurio assunse le sembianze di un gallo come guida delle anime.

Nella mitologia indiana i galli erano identificati col Sole, mentre nel Cristianesimo il gallo s’abbina alla resurrezione e al celebre episodio evangelico in cui Gesù ricorda a Pietro che lo tradirà. Chissà se questi precedenti “spirituali” hanno contribuito a creare la leggenda del Gallo Nero, simbolo che da sempre distingue le bottiglie del Chianti Classico.

Il Gallo nero come simbolo della Lega Militare del Chianti

Il Gallo Nero fu simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti. Inizialmente tale emblema simboleggiava soltanto la specifica zona del Chianti “Gallo Nero”, ma ben presto il successo di questo stemma divenne totalmente rappresentativo del territorio di produzione del vino Chianti.

Nel 2005 il simbolo fu adottato anche dal Consorzio Chianti Classico nato nel 1924 a Radda in Chianti a seguito di un  decreto che puniva il territorio negando il nesso tra denominazione e origine geografica. Il Consorzio si riunì con lo scopo di tutelare il prodotto e promuovere lo sviluppo del Chianti secondo i confini definiti fin dal 1716.

La leggenda del Gallo Nero tra Firenze e Siena

Si narra che nel Medioevo Firenze e Siena, ormai esauste dalle continue lotte intraprese per il possesso del territorio chiantigiano, decisero di risolvere la questione con un singolar tenzone particolarmente curioso. Le due città avrebbero scelto come rappresentanti due cavalieri; non appena questi avessero udito il canto del gallo, si sarebbero messi al galoppo e il nuovo confine tra i comuni sarebbe stato fissato nel punto d’incontro.

L’idea, evidentemente, era quella di dividersi il territorio più o meno al 50%: partendo all’incirca alla stessa ora, i due fantini si sarebbero infatti incrociati circa a metà strada.

Ma le cose andarono diversamente poiché i senesi scelsero un gallo bianco, che nella giornata precedente alla disfida fu ben pasciuto al fine di farlo svegliare allegro e di buon mattino. I fiorentini invece scelsero un gallo nero tenuto a digiuno che, a causa dei morsi della fame, cominciò a salmodiare ben prima dell’alba.

Il cavaliere gigliato, celere e solerte, partì quindi prestissimo e percorse molta più strada del rivale, incontrandolo nel castello di Fonterutoli, in Castellina in Chianti. Qui venne firmato il trattato di pace tra i due paesi toscani, che fissarono il loro confine a Castellina, a pochi chilometri da Siena.

In ricordo di questo avvenimento mitologico, il vino prodotto della regione contesa venne simboleggiato con quello stesso galletto nero che aveva permesso di conseguirne il possesso.

Questa storia, per quanto probabilmente falsa da un punto di vista storico, cerca di spiegare – in maniera aneddotica e fantasiosa – il motivo per cui la città di Dante era riuscita ad ottenere il controllo della maggior parte del Chianti fin quasi alle porte dell’odiata rivale, che sarebbe crollata sotto i colpi di Cosimo I de’ Medici molto tempo dopo nel 1555.

Il primo Gallo Nero

La prima comparsa “pubblica” del Gallo Nero avvenne nel 1384, quando la Repubblica del Marzocco creò la Lega del Chianti, una sorta di patto politico-militare nato in funzione antisenese che univa una lega di città rurali, detti popoli, corrispondenti agli attuali comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti.

Tale Gallo Nero, con cresta rossa, si trovava all’interno di uno scudetto color caramello a sua volta incastonato in uno sfondo giallo-amaranto tagliato trasversalmente.

Il Putto: il rivale del Gallo Nero

I confini tra Siena e Firenze della regione chiantigiana sono stati invece delimitati nel 1932 tramite un decreto ministeriale. Come tutti gli eroi che si rispettino, infine, anche il Gallo Nero ha un rivale.

Il Putto è stato il simbolo di un consorzio nato nel 1927 per attaccare le mire monopolistiche degli associati di Radda in vista dell’adozione di un criterio di delimitazione territoriale più allargato e aderente a quello sancito dalla pratica mercantile.

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