Storia

Credere nel domani, lavorare sodo e anche rischiare quando il mercato richiede intraprendenza.

Una lezione tutta fiorentina che i Corsini, giunti in città da Poggibonsi alla fine del 1100, impararono con successo. Prima commercianti e poi banchieri, imboccando spesso anche la carriera politica e religiosa.

Andrea Corsini (nato a Firenze nel 1302 e morto a Fiesole il giorno della befana del 1374), vescovo di Fiesole nel 1373, salì tre secoli dopo all’onore degli altari (Sant’Andrea, 1624) mentre Pietro Corsini seguì da cardinale Urbano V nell’esilio di Avignone, favorendo il ritorno del pontefice a Roma.

All’alba del Quattrocento, la crisi bancaria, provocata dall’insolvenza di Edoardo III, spinse Matteo Corsini a ricostruirsi una posizione in Inghilterra e tornato in Toscana a investire nell’acquisto di terre.

La solidità economica è raggiunta con Filippo e Bartolomeo Corsini che nel Cinquecento aprirono un banco a Londra e organizzarono un servizio postale privato in grado di recapitare le lettere a Firenze in meno di tre giorni.

A loro si deve la costruzione dell’enorme patrimonio immobiliare e fondiario protetto attraverso i fidecommessi (forse venendo dalla Gran Bretagna si saranno ispirati al trust per proteggere il grande patrimonio).

Bartolomeno (1622-1685) figlio di Filippo che aveva fatto soldi in Inghilterra e suo figlio Filippo (1647-1705) furono gli artefici del Palazzo Corsini sul Lungarno realizzato nello stile oggi definito Barocco fiorentino.

I due Palazzi fiorentini - su Lungarno e in Via del Prato - segnano, nel corso del Seicento, l’infittirsi dei rapporti della famiglia con il mondo dell’arte. Nella prima metà del secolo fu anche edificata la cappella nella Chiesa del Carmine, dedicata a Sant’Andrea Corsini e prese forma, nel palazzo che domina l’Arno, la Galleria Gentilizia dove confluirono moltissimi capolavori.

L’apoteosi della famiglia ha come data il 1730, quando dopo quattro mesi di Conclave, all’età di 78 anni sale al soglio pontificio, che terrà per dieci anni, Lorenzo Corsini (1652-1740) col nome di Clemente XII. Un mecenate e un uomo colto per la cui scelta furono anche determinanti le qualità e conoscenze in campo finanziario. Lo si ricorda soprattutto come fondatore dei Musei Capitolini e committente della Fontana di Trevi, delle nuove facciate di San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore, della costruzione del Palazzo della Consulta a Roma come dei porti di Anzio, Ravenna e Ancona. Uno dei nipoti, Bartolomeo, prediletto del papa, ricoprì la carica di comandante della Cavalleria Romana, fu Viceré di Sicilia e Grande di Spagna. 


Con l’Ottocento si moltiplicano gli incarichi politici affidati ad esponenti della famiglia Corsini, prima, durante e dopo la Restaurazione fino a Tommaso Corsini, deputato del Regno d’Italia dal 1865 al 1882, senatore a vita, nonché fondatore della Fondiaria Assicurazioni, presidente della Cassa di Risparmio di Firenze, impegnato tra l’altro nel settore elettrico e ferroviario. Fu anche archeologo sulle proprie terre, portando alla luce la famosa fibula Corsini, tesoro di gioielleria etrusca, conservata al Museo Archeologico di Firenze. Con un atto di generosità e lungimiranza cedette allo Stato italiano il Palazzo della Lungara a Roma donando le sue collezioni di dipinti, stampe e libri. Sempre qui ha sede l’Accademia dei Lincei di cui fu promotore.

Il Principe Tommaso (VIII Principe di Sismano, 1903-1980) nipote di Tommaso, partecipò alla vita politica italiana contribuendo come deputato dell’Assemblea Costituente alla carta costituzionale della Repubblica Italiana. Grande esperto di agricoltura e di allevamenti, contribuì all'ammodernamento dei due settori in Toscana e in Umbria. Sua moglie, Donna Elena, riuscì a salvare la Galleria Corsini e molti altri tesori d'arte dai bombardamenti e dal passaggio del fronte durante la II guerra mondiale.

Il figlio Filippo IX (1937) e attuale Principe di Sismano, è sposato con Giorgiana Avogadro di Valdengo e Collobiano. È padre di:

Duccio (1964), Duca di Casigliano, sposato con Clotilde Trentinaglia de Daverio, dalla cui unione sono nati Filippo, Elena Clarice e Selvaggia; Elena Sabina (1966) da cui Corso Quilici;Nencia (1969), sposata con Benedikt Bolza, da cui Giorgiana, Nerina, Vita, Olimpia, Geza; Elisabetta Fiona (1969) sposata con Diego di San Giuliano, da cui Leone, Neri e Zara Boatto e Fiamma, Fabiola e Lucio di San Giuliano.

Albero genealogico Corsini
Papa Clemente XII
Fontana di Trevi
Sant'Andrea Corsini
Moneta Papa Clemente XII